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La struttura organizzativa

Dopo aver parlato dei due modelli organizzativi meccanicistico e organicistico, importanti per comprendere la struttura organizzativa di un’impresa, passiamo ad analizzare il concetto stesso di struttura organizzativa, fondamentale per la realizzazione degli obiettivi di un’azienda.

La struttura organizzativa può essere definita come lo strumento, creato dalla direzione di un’azienda in base ad un processo logico, che rende possibile la realizzazione degli obiettivi della stessa organizzazione aziendale. Il processo che porta alla creazione di una struttura organizzativa definisce diversi punti importanti: le attività che si devono svolgere per conseguire gli obiettivi e le persone che le devono eseguire, che tipo di risorse si devono impiegare, le relazioni che devono intercorrere tra le varie persone, posizioni e unità e gli altri elementi che fanno parte dell’organizzazione. Infine definisce il modo migliore per svolgere le attività e anche come impiegare al meglio le risorse disponibili.

Per raggiungere gli obiettivi aziendali è necessario in una prima fase suddividere il lavoro in una serie di compiti che possano essere svolti dalle singole persone. La fase successiva consiste nel raggruppamento di tali compiti in posizioni, e quest’ultime a loro volta devono essere raggruppate in unità. Nel fare ciò è sempre necessario seguire una base logica che assicuri una certa omogeneità delle operazioni, delle capacità individuali e dei mezzi che servono per eseguirle correttamente.

Nel decidere quali mezzi e risorse si devono impiegare, è importante considerare:
• la natura del lavoro
• le modalità d’esecuzione
• quali attrezzature, materiali e macchine utilizzare
• la sede in cui svolgere il lavoro.

E’ necessario, infine, precisare i legami e le relazioni di ogni persona, posizione e unità con tutte le altre parti della struttura. La struttura organizzativa è il risultato del processo appena descritto.
Una struttura organizzativa non è creata sulla base di un modello astratto, valido per tutti, ma al contrario è il risultato di un’analisi delle condizioni oggettive per raggiungere un obiettivo ben preciso. E’ il risultato di un processo dinamico di adattamento alle reali situazioni delle varie organizzazioni, situazioni che riguardano le risorse disponibili di uomini e di mezzi, le necessità di tipo tecnico, economico e sociale, gli obiettivi. Una struttura non nasce per caso. E’ chiaro, quindi, che un modello astratto o da imitare è del tutto inutile; quello che in realtà serve sono dei metodi per analizzare la realtà e, da queste analisi aggiornate in continuazione, ricavare degli scenari in base a cui operare. Un riscontro di quello che si è appena detto lo troviamo quando incontriamo aziende che per dimensione e attività sono simili tra loro, ma che hanno strutture molto diverse, anche se ugualmente valide e soddisfacenti. Alcune strutture sono partite dalla forma primitiva, più semplice. Un esempio può essere l’artigiano che da solo svolge tutte le funzioni. Altre invece nascono già come strutture ampie e complesse, ad esempio i grandi magazzini o le fabbriche.

Presto analizzeremo e seguiremo la dinamica dello sviluppo di una struttura, che è la via migliore per capire meglio il perché di una struttura.


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