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metodo di studio

Come passare gli esami all’università, studiare con piacere e senza fatica.

L’ABC del bravo studente: studiare meno e meglio!

“Imparare è esperienza, tutto il resto è solo informazione” diceva Albert Einstein, e se lo dice lui possiamo fidarci.

Certo, a chi non piacerebbe avere una mente come la sua, ma purtroppo dobbiamo accontentarci della nostra.

Non disperate, per fortuna essere dotati di intelligenza naturale non è una prerogativa indispensabile per passare gli esami all’università.

Pensavate di sì? Invece no, tutto dipende dal metodo di studio che si applica, sì proprio quel metodo che intendeva la vostra maestra alle elementari con la frase “Il ragazzo è bravo, ma non si applica”. Eh già, perché le doti naturali le abbiamo più o meno tutti, la vera differenza sta nel chi è più abile nel trovare un metodo adatto a se stesso.

Quante volte avrete sentito parlare di quel ragazzo che andava tanto male al liceo, ma da quando si è iscritto all’università incredibilmente è diventato un genio? Sì, proprio lui, quello che ti chiedeva sempre di passarti i compiti perché nei pomeriggi aveva “altro da fare” e magari ora voi fate fatica a prendere un 18!
Così si può immaginare a che livelli di minimi storici sia la vostra autostima. State tranquilli, siete intelligenti, ma non ancora per l’università! Vediamo insieme come possiamo migliorare questa situazione.

L’intelligenza universitaria
Il fatto che voi abbiate passato il test di entrata a Medicina, non vuol dire assolutamente che siete portati per l’università e neanche sapere che il vostro quoziente intellettivo è al di sopra della norma vi assicurerà sempre un 30 e lode. Il carico di studio che viene richiesto per un esame universitario è nettamente diverso rispetto a quello della scuola. All’università bisogna studiare tanto, in modo programmato e avendo sempre chiaro in mente un’idea generale del programma d’esame.
Gli obiettivi per essere un cervellone universitario sono:
1. Memorizzare in un lasso di tempo breve (giorni, mesi) una quantità di volumi precisa.
2. Stabilire gli argomenti principali e le sottocategorie.
3. Farsi una buona tabella di marcia, cioè calibrare il rapporto tempo-quantità di studio per evitare di arrivare ad un giorno prima dell’esame con ancora un terzo del programma da studiare.

Così semplice? Beh, se ne sei capace certo. E’ quello che la maestra ti insegnava in via indiretta quando ti faceva scrivere i compiti sul diario. Per alcuni però questo processo non è per niente scontato, la capacità di organizzare la propria vita è una qualità intellettiva non innata, ma appresa.
Su, su non dare la colpa alla tua povera maestra, se leggi questo articolo avrai almeno 18 anni! Quindi rimboccati le maniche e inizia da oggi a farti la tua tabellina di marcia.

Ma a che mi serve la tabella di marcia se non mi piace studiare?
Domanda corretta e di difficile risposta, ma ci proveremo lo stesso.
Un buon metodo di studio ti assicura dei risultati pari o comunque molto simili a chi studia per puro amore della materia in esame.
Il nostro scopo è comunque quello di studiare alla migliore condizione al fine di ottenere il massimo risultato. Ai 3 obiettivi prima elencati corrispondono 3 metodi basilari che dovremmo applicare:
1. Comprendere. Esatto, non serve a niente studiare a memoria un intero libro se non hai capito nulla di quello che dice. Molti professori, poi, si accorgono quando uno studente ripete come un pappagallo frase per frase, parola per parola di quello che c’è scritto sul manuale e perciò iniziano a fare domande diverse per testare le nostre capacità di logica e argomentazione su un tema dato. Ma poi studiare a memoria è pericolosissimo, lo sappiamo tutti che quando siamo agitati la prima cosa che salta nel nostro cervello è proprio la memoria! Tutta quella fatica per poi rischiare di fare scena muta? No, non ne vale la pena. Quindi, sicuramente il primo punto è comprendere quello che studiamo. Per farlo possiamo aiutarci consultando i motori di ricerca, qualche dizionario, l’utilissima Wikipedia o anche qualche forum di studenti.

2. Memorizza. Questo è appunto il secondo step, perché solo chi comprende cosa studia può memorizzare. Una buona tecnica per ricordarsi gli argomenti è quello di farli propri, cioè pensare all’argomento come se fosse un’esperienza che hai avuto o come se ti appartenesse come oggetto. Forse non tutti sanno che gli antichi oratori romani si aiutavano nei discorsi pubblici illustrando il loro discorso comparandolo ai vari ambienti della loro casa, ad esempio l’atrio era una breve introduzione.

3. Pianifica. Ecco, ora bisogna precisare però che questa terza fase è trasversale al punto 1 e 2, anzi in realtà dovrebbe proprio precederle, perché pianificare il proprio studio è la chiave per superare con successo tutti gli esami. Non sei più al liceo che devi studiare ogni giorno o hai il tema la prossima settimana, all’università di solito la data dell’esame è fissata almeno un mese prima! Quindi niente scuse e organizza il tempo che hai a disposizione. Poniamo appunto il caso in cui avessi un mese di tempo, quindi inizia dal contare le 4 settimane, poi guarda il numero di pagine che devi studiare. 1000? Ok è un “esamone”, non importa purtroppo ci sono pure quelli! Quindi 4 settimane sono 30 giorni, prediamoci pure 25 giorni per riassumere il libro e farci gli schemi, sono cioè 40 pagine al giorno da schematizzare. Finiti gli schemi prendi tutti i tuoi appunti, ma solo gli schemi che ti sarai fatto in questi 25 giorni e negli ultimi 5 giorni ripassa il programma a voce, dividendoti i discorsi per macro argomenti o piccole tematiche.
Per alcuni esami è inoltre utile farsi un piccolo dizionario per i termini che non si conoscono.

Utilizzando questo metodo appena descritto non solo riuscirai a passare gli esami, ma ti laureerai in tempi brevi o normali. Inoltre il metodo è validissimo anche al di fuori dell’università. Hai un lavoro con delle scadenze? Lavori a progetto? Sei un insegnante? Devi chiudere delle fatture per la fine del mese? Adotta anche tu questo metodo per organizzarti il lavoro ed avere più tempo libero!
Che aspetti, ora hai il metodo. Corri a studiare!


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